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Italia: 30mila medici previsti per il 2030

Carenza medici in Italia

Carenza medici in Italia

Entro il 2030 in Italia ci saranno nuovi 30mila medici. Ad annunciarlo la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha specificato come a partire dal prossimo anno accademico ci saranno 4mila posti in più nei test di ingresso per l’accesso alla facoltà di Medicina.

«Il gruppo di lavoro che abbiamo istituito al Ministero – ha aggiunto la ministra a La Stampa – ha operato benissimo insieme alle Regioni, al Ministero della Salute e alle Università, e ha stimato i fabbisogni futuri. Per l’anno accademico 2023-2024, ci sarà un incremento importante, tra il 25 e 30%: da 3.553 a 4.264 posti in più».

Il piano, che punta ai 30mila nuovi ingressi entro la conclusione del decennio, prevede anche un reperimento fondi per rendere sostenibile l’aumento: per raggiungere questo scopo, il Ministero metterà a disposizione 23 milioni di euro.

Numeri maggiori ma burocrazia più snella: è questo che prevede il piano annunciato dalla ministra Bernini: «Aprire in maniera sostenibile significa pensare anche alle specializzazioni. Con il ministro Schillaci vogliamo ottimizzare e rendere meno burocratici gli accessi, creando dei meccanismi di incentivo affinché non vi siano squilibri come sulla medicina d’urgenza. La scelta infatti non deve essere di necessità ma di vocazione. Dobbiamo tutelare la libertà di scelta degli specializzandi. Questo comporta dei costi».

Test di accesso e dati FoSSC

Per quanto riguarda, invece, i test di accesso, nessuna novità. Per ora si proseguirà con i TOLC: «Ad oggi – spiega Bernini – la gestione dei test è affidata a una disciplina che durerà fino alla fine dell’anno accademico 2024/2025. Sarà importante in futuro ragionare di questo con le università per trovare soluzione condivise».

Ad oggi, i dati FoSSC (Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri e Universitari) parlano chiaro: mancano almeno 30mila specialisti ospedalieri. Ogni anno, inoltre, bisogna aggiungere tutti quei medici neolaureati e specializzandi, più di 1.000, che si trasferiscono all’estero per stipendi e condizioni di lavoro nettamente migliori.

«Il diritto alla salute è in grave pericolo», il grido d’allarme lanciato da Francesco Cognetti – coordinatore del FoSSC – è stato adesso accolto: in pochi anni sarà immesso del nuovo personale sanitario negli ospedali.

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